Rando Areusa Off Road: la sfida contro se stessi tra le meraviglie del siracusano

Rando Areusa Off Road: la sfida contro se stessi tra le meraviglie del siracusano

Il 12 aprile 2026, con partenza e arrivo a Belvedere (Siracusa), si è svolta la quinta edizione della Rando Areusa Off Road, una randonnée che si conferma tra gli appuntamenti più affascinanti per gli amanti della mountain bike nel Sud Italia.
La manifestazione è stata organizzata dalla ASD Nuova Ortigia, con il patrocinio del Comitato CSAIn Regionale Sicilia, a conferma della crescente rilevanza dell’evento nel panorama cicloturistico regionale.

Circa 60 ciclisti, equamente divisi tra i due tracciati proposti, hanno preso parte a questa avventura che unisce spirito di sfida, autonomia e scoperta del territorio.

Due i percorsi disponibili: uno lungo da 105 km con circa 2400 metri di dislivello e uno corto da 58 km con 1300 metri di ascesa, entrambi accomunati da un’anima autenticamente off-road e da una filosofia tipica delle randonnée: nessuna competizione diretta, ma una sfida personale contro il tempo e i propri limiti.

Un’esperienza immersiva tra natura e storia

Fin dai primi chilometri, i partecipanti sono stati immersi in un paesaggio unico, attraversando luoghi di grande fascino come la Cava Fazzino, la suggestiva discesa della Macchia nella valle dell’Anapo, e i tratti forestali che conducono verso i cosiddetti “pannelli solari”.

Il percorso si snoda tra cave di estrazione della pietra, single track tecnici e boschi incontaminati come quello dei Giarranauti, fino alla selvaggia Cava Calcinara.

La varietà del terreno è uno degli elementi distintivi della manifestazione: salite impegnative con pendenze a doppia cifra, discese tecniche, tratti scorrevoli e passaggi più “avventurosi” come cancelli da aprire e richiudere o brevi tratti da superare a piedi.

Un’esperienza completa che richiede attenzione, preparazione e spirito di adattamento.

Navigazione e spirito randonnée

Come da tradizione randonnée, il percorso non è completamente segnalato. Tuttavia, per agevolare anche i meno esperti, l’organizzazione ha predisposto frecce a terra e fettucce nei punti più critici, specialmente agli ingressi e alle uscite dei tratti sterrati.

Elemento distintivo della Rando Areusa è il sistema di checkpoint: lungo il percorso, i ciclisti devono scattare selfie con QR code posizionati in punti strategici e inviarli tramite WhatsApp all’organizzatore. Un modo moderno e dinamico per certificare il passaggio e mantenere lo spirito di autosufficienza.

Il cuore dell’evento: condivisione e accoglienza

Nonostante la natura “non competitiva”, la manifestazione è stata arricchita da momenti di convivialità.

La quota di iscrizione di 20 euro includeva colazione con cornetto e caffè, un ristoro intermedio al 31° km (punto in cui i due percorsi si separano), e un’accoglienza finale degna della tradizione siciliana: pizza, arancino e attestato fotografico ricordo.

Non è mancato un tocco dolce: colomba artigianale, anche in versione senza canditi, molto apprezzata dai partecipanti.

Due percorsi, un’unica anima

Fino al ristoro intermedio, i due tracciati coincidono, permettendo a tutti i partecipanti di condividere la prima parte dell’esperienza. Da lì, il percorso corto rientra verso Belvedere, mentre il lungo prosegue verso Ferla, Pantalica e Sortino, includendo ulteriori checkpoint e tratti tecnici come lo Scussuni e il single track di Capocorso.

Il percorso lungo si distingue per la sua completezza: attraversa ambienti diversi, alternando tratti veloci a sezioni più tecniche, con passaggi panoramici e immersioni nella natura più selvaggia della zona.

Una randonnée che lascia il segno

La Rando Areusa Off Road si conferma un evento autentico, capace di coniugare sport, esplorazione e spirito di comunità. Non è una gara, ma un viaggio: tra fatica e soddisfazione, tra silenzi naturali e momenti di condivisione.

Un appuntamento che cresce anno dopo anno e che rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza ciclistica fuori dagli schemi, dove il vero traguardo non è il tempo, ma il percorso stesso.

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